L'antica "Portus Naonis" dei Romani cominciò ad avere risonanza storica nel secolo V. Nel 1202 si sottrasse al dominio del
Patriarcato di Aquileia e iniziò un periodo di sottomissione all'Austria. Enclave asburgica in terra friulana, legata
economicamente sia ai mercati transalpini sia, tramite il sistema idroviario Noncello-Meduna-Livenza, a Venezia e ai suoi
mercati: questa la potenzialità storica che determinò il successivo sviluppo della città.
Già durante la dominazione asburgica, in città fiorirono una serie di attività: molini e cartiere, botteghe di
ceramica e d'oreficeria, telai da lana e da seta, banchi di pegno e scuole, medici e notai. Ma fu nel periodo del Regno Lombardo-
Veneto (1815-1866), che la città visse un autentico decollo industriale nei settori ceramico, cartario e tessile, supportato
in modo determinante dall'energia idroelettrica, campo in cui Pordenone può vantare invidiabili priorità.
Dopo il passaggio all'Italia (1866), nei decenni attorno al 1900 furono avviati altri settori, quali il metalmeccanico, il
siderurgico, il chimico, il molitorio, e quello del legno, ad opera delle "dinastie" dei vari Zanussi, Galvani, Savio, Tomadini,
Bertoja, ecc. Diventata meta di notevole flusso immigratorio, aumentò rapidamente la propria popolazione, conquistando nel
1968 il titolo di capoluogo di una provincia di 51 comuni con circa 270 mila abitanti.
Una visita alla città parte dal Duomo di San Marco (oggi cattedrale), risultato di una secolare serie d'interventi in cui si
mescolano influenze romano-gotiche, rinascimentali, barocche e neoclassiche. All'interno sono collocate opere come la Madonna
della Misericordia, opera di Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, ma anche affreschi del Tintoretto. Di notevole
interesse sono il Palazzo Riccheri, sede del museo civico, ed il Palazzo Comunale, da cui si staglia la torre dove è
sistemato un orologio da cui due mori bronzei scandiscono le ore.
Nei dintorni vale la pena di segnalare i centri di Spilinbergo, sede della Scuola di Mosaicisti del Friuli, Sacile, dove da
oltre settecento anni si tiene la celebrata "Sagra dei osei", Maniago importante centro di produzione di coltellerie, e Sesto
al Reghena, famosa per l'imponente abbazia di S. Maria in Sylvis risalente al secolo VIII, ritenuta la più antica esistente
al mondo.