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Pedrinhas Paulista

Sul Messaggero di Sant'Antonio di ottobre una bella storia ambientata in Brasile

Sul numero di ottobre 2006 del Messaggero di Sant'Antonio - Edizione Italiana per l'Estero si parla di una piccola città dello Stato di San Paolo fondata negli anni '50 esclusivamente da immigrati italiani.
Questa città si chiama Pedrinhas Paulista e la sua fondazione è del tutto particolare perché si è verificata in un periodo nel quale di fatto la grande immigrazione in Brasile si era già conclusa.
Qui di seguito un estratto dell'articolo a firma di Paolo Meneghini

VIVA PEDRINHAS !
(...) Fino ad oggi conoscevamo la realtà metropolitana di San Paolo e degli eminenti personaggi di origine italiana che hanno contribuito al suo sviluppo in campo economico e culturale. Conoscevamo, poi, la realtà "tricolore" di altre importanti città dell'interno come Jundiaí, Ribeirão Preto, Limeira, Bauru.
"Un pezzettino d'Italia in Brasile", è la scritta che campeggia sulla pagina principale del sito Internet del Municipio, alla cui guida siede oggi Giacomo Di Raimo. Ed è proprio vero.
Correvano gli anni del Secondo Dopoguerra. Le famiglie italiane si affacciavano nuovamente alla vita civile portandosi dentro il pesante fardello del tragico conflitto mondiale fatto di tanti lutti, di distruzioni e di povertà. (...)
(...) Dall'altra parte dell'Oceano, il Governo brasiliano aveva la necessità di colonizzare vaste zone dell'interno e per questo, il 18 settembre del 1945, promulgò un Decreto Legge che dichiarava l'importazione di mano d'opera dall'estero una questione di pubblica utilità. Un successivo accordo del 1947 fra Brasile e Italia stabilì, fra le altre cose, la creazione della "Compagnia Brasiliana di Colonizzazione e Immigrazione Italiana" i cui primi finanziamenti furono svincolati nell'ottobre del 1950. Dopo aver individuato l'area rurale di Pedrinhas Paulista come quella dove avrebbero dovuto stabilirsi i nostri braccianti, un gruppo di tecnici del Genio Civile italiano fu spedito in loco con il compito di costruire le infrastrutture di base (baracche, strade e ponti) per consentire le minime condizioni di vita.
Qualche tempo dopo, nel settembre del 1952, viene posta la prima pietra della Chiesa Parrocchiale alla presenza di numerose autorità e di Monsignor Ernesto Montagner, guida spirituale (e non solo) della comunità trapiantata in Brasile. Alla fine saranno più di 200 le famiglie italiane che, venduto ogni bene in Patria, decideranno di affrontare la grande avventura in terra brasiliana. Ad ognuna di queste venne assegnato un lotto di 20 ettari il cui prezzo fu pagato in breve tempo grazie ai primi generosi raccolti di cotone e grano.
Un paio d'anni più tardi, nel novembre del 1954, viene fondata una Cooperativa che ancora oggi, con il nome di "Cooperativa Agropecuária de Pedrinhas Paulista", svolge un ruolo fondamentale nella vita economica della comunità fornendo una serie di servizi a circa 750 soci in un'area che comprende dodici comuni della Regione.
Pedrinhas Paulista ha ottenuto l'autonomia politico/amministrativa alla fine del 1991 e - pur essendo un Comune di recentissima costituzione - si trova già ai primi posti nazionali per qualità della vita, come si evince anche da ciò che ci scrive Mariano Tuccilli: "abbiamo un centro culturale, due agenzie bancarie, una bellissima cooperativa, un ottimo servizio di pronto soccorso, un bellissimo salone per le feste e tante altre belle cose. Nel mese di settembre celebriamo la Festa Italiana..." (...)
(...) Insomma, quella di Pedrinhas Paulista è un'avventura che, dopo le inevitabili difficoltà dei primi tempi, è finita nel migliore dei modi dando vita ad una florida cittadina che profuma d'Italia (...)



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